|
Avvisi/news alla TUA E-MAIL?
[ Versione accessibile ]
|
VERDE
> Servizi > Verde pubblico
Verde pubblico
Parco ex Villa Gnecchi
Il. parco è oggi proprietà della Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Cologne e si estende su un’area di mq. 45.000 nella zona “Castello”.
L’area è la pertinenza del ex Palazzo Gnecchi che la Parrocchia in ottemperanza a disposizioni testamentarie ha destinato a Centro pastorale e parrocchiale Cristo Redentore.
La Parrocchia, d’accordo con il Comune che ha attrezzato lo spazio, ha da anni deciso di. mettere a disposizione della comunità il bellissimo parco, che si estende ai piedi della collina del bosco Gnecchi del Montorfano ad est del complesso Castello fino a raggiungere il cortile della villa neoclassica a meridione e l’antico muro di cinta di via Dosso a Mattina.
L’impianto architettonico del parco si inserisce su un asse longitudinale nel senso dei meridiani che si diparte dal centro dell’ala nord della villa (quella affrescata dal Teosa) e si dirige a nord, lambendo la facciata orientale dell’Agenzia e proseguendo poi verso il Montorfano. In piano il viale principale raggiunge il piazzaletto pentagonale che funge da “rotonda” di fronte al cortile dalla casa colonica superiore.. Questo, settore limitato ad est da un altro viale minore, costituisce la parte che originariamente doveva essere sistemata come “giardino all’italiana”, con fiori stagionali policronii. Dal piazzaletto di sosta il viale centrale si innalza con dolci frequenti cordonature fino a raggiungere lo slargo superiore - panoramico, dove inizia il monte vero e proprio. Tutta questa zona è interessata ad una vegetazione un po rustica, con essenze tipiche del ceduto del Montorfano, robinie, cespugli di rovere, noccioleti, qualche pianta di frutto. Sul confine occidentale, nelle vicinanze di un vascone costruito alla fine dell'8OO per la raccolta delle acque piovane, si addensano alcune pertiche di altissime canne palustri. Nella zona orientale del corpo trovano dimora le essenze più diverse, dalla magnolia al cedro del Libano, dalla sequoia del Mediterraneo all’olmo, all’acero. Sopra uno splendido prato inglese, questi multiformi alberi giganteschi formano nell’insieme una macchia lussureggiante e ricca di infinite tonalità di verde, dallo smeraldo dei tappeti erbosi al bruno dei cipressi, all’olivastro dei mille e mille cespugli che si aggregano nel sottobosco. Nella direzione dei paralleli, un modesto sentiero allineato al Portico dei Proverbi conduce al limite del muro di ciotoli di via dei Dosso, dove una fontana a calice settecentesca serviva fino ad alcuni anni fa da polo visuale per questa insolita prospettiva nella griglia originale del giardino, tutta rivolta verso il monte.
AI centro è posto un grande spazio circondato da alberi (Celtis Australis - Romiglia) a forma di ellisse. All’interno, una seconda ellisse “reagisce” con la disposizione delle macchine disegnandone il parcheggio che, all’occorrenza, può essere utilizzato anche come spazio per manifestazioni varie. La forma del parcheggio permette l’entrata e l’uscita delle auto dall’unico accesso, opportunamente allargato, posto in via Lizzardina. In fondo ad essa l’arretramento del muro di cinta di proprietà Locatelli offre all’automobilista che si immette in via don Antomelli visibilità e sicurezza. Tutto lo spazio alberato è attraversato dal prolungamento del percorso pedonale del giardino del Palazzo che, altre a servire il parcheggio, organizza il collegamento tra via Martinelli e la Piazza. All’interno del cortile, vi sono dei vialetti pedonali, con l’inserimento di guide in pietra e le piantumazioni del giardino. L’area, inoltre, è stata dotata di: rete di illuminazione pubblica, a mezzo di lampioni di 4 metri di altezza, attrezzati con lampade agli ioduri metallici; rete di acquedotto (con idranti e una fontanella in granito); impianto di. irrigazione; pozzi perdenti per la raccolta di acque meteoriche; predisposizione per i.l collegamento di strutture mobili, in occasione di manifestazione quali palchi, ecc.; cestini portarifiuti e panchine per una migliore fruibilità degli spazi.
La pista ciclabile posta ai piedi deI Monte Orfano che corre parallela alla via per Coccaglio è stata realizzata negli ultimi anni con un accordo con il comune di Coccaglio.
Tale pista ciclabile posta in una zona di notevole valore paesistico congiunge gli abitati dei due comuni e costituisce un’asse intercomunale che si aggancia alla mobilità ciclo-pedonale che si sviluppa nei due comuni anche nella vasta zona agricola posta a sud.
La pista è dotata di lampioni alimentati ad energia solare, questo oltre a costituire una novità anche per la quasi totalità dei paesi vicini, permette un notevole risparmio energetico. Inoltre consente ai tanti appassionati di ciclismo e di podismo di percorrere la pista (inserita sulla vecchia strada alberata Cologne-Coccaglio) anche nelle serate primaverili ed estive, godendo della vista del monte e della frescura della sua vegetazione.
La pista ciclabile di carattere urbano serve la vasta zona produttiva posta sulla strada Bergamo-Brescia e la congiunge con l’abitato residenziale e precisamente dal tratto che va da via Ponte Fabbro fino al confine con Coccaglio.
Questo spazio consente a tutti i ciclisti in transito o ai lavoratori che si spostano quotidianamente dal paese fino alla zona industriale di viaggiare in tutta sicurezza.
La nuova pista ciclabile di servizio per il cimitero in via Santa Maria
L’ intervento prevede la realizzazione, lungo il tratto (per circa 500 metri) di vi.a 8. Maria che dall’innesto in via Umberto va verso il cimitero, di una pista ciclabile e di un controviale a servizio del cimitero.
Parco Monte Orfano
La realtà di Cologne consente nei futuro di acquisire ed attrezzare altre vaste aree sul Monte Orfano, in modo che divenga per gran parte un parco attrezzato con percorsi di risalita e percorsi vita lungo il pendio sud del monte.
Il Monte Orfano può divenire il parco di interesse sovracomunale ed avere una continuità con gli abitati storici che ne consente un facile utilizzo.
Tale parco può essere un elemento di notevole interesse ambientale per la vivibilità di tutta la comunità.
Piazza Garibaldi
La piazza, un grande invaso a forma di rettangolo allungato, posta in pendenza a salire verso il monte, è conclusa dalla scalinata della chiesa dalla quale si erge l’imponente facciata con colonne dall’ordine gigante.
I percorsi pedonali, con larghezza di cinque metri circa, come stradine in salita seguono l’andamento della piazza e disponendosi su i lati costruiscono il margine al grande campo centrale. Giunti nel punto più alto, in posizione antistante alla scalinata della chiesa, si collegano tra loro generando una sorta di parterre alla stessa, ampliando idealmente lo spazio del sagrato. La precisa configurazione geometrica del campo interno, concluso nella parte bassa sulla via V. Emanuele da un semplice bindelio in pietra, è intessuta da un disegno a grandi quadri crociati che ne controllano complessivamente la composizione. Quattro quadrati, con lato di metri. 18.50, partiscono il campo centrale all’interno del quale il preesistente monumento ai caduti, interponendosi, ne scandisce la geometria con rapporti di uno esterno e tre interni. Secondo questa geometria principale viene organizzata la collocazione, in punti geometricamente significativi, degli oggetti di arredo:
a partire dalle alberature, realizzate con essenze di leccio, disposte nei vertici e nel punto medio della maglia quadrata, con un disegno circolare nella pavimentazione realizzato da semplici bindelli in Bottieino. Nei punti mediani, inoltre, delle panchine costruiscono il luogo per la seduta, in zona protetta dalla chioma delle alberature, affiancate dai proiettori della pubblica illuminazione, che con ordine binato si dispongono attorno alle panchine provvedendo alla luce notturna.
La volontà progettuale si è imposta di ordinare tutte le presenze di oggetti lungo le “linee forza” di disegno della piazza, quelle costruite dai percorsi. pedonali e rafforzate dai filari di alberi, così da esaltare la profondità prospettica delle viste, senza che vi fossero interruzioni Lo stesso disegno a terra delle pietre che contengono il percorso pedonale e che lateralmente fanno il piano-scolo alle acque della piazza, con lievi sbalzi tra piani, concavi e convessi, sottolineano le diverse zone senza ostacolare l’ampia continuità tra percorsi laterali ed interno della piazza. L’unica interruzione nel vasto campo è data dalla presenza del monumento ai caduti, la cui posizione però risulta ben collocata nella geometria generale della piazza, costituendo un elemento misuratore dello spazio.
[ Spedisci via e-mail ]::
[ Stampa questa pagina ]::
|